Emergenza rifiuti. Si apre il caso della discarica di Pianura

Pubblicato il da diariodiungiornalistaprecario.over-blog.it

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L'emergenza senza fine

Napoli. Proprio nel momento in cui scoppia l’ennesima emergenza rifiuti in Campania, si apre il caso della discarica di Pianura dove sarebbero stati sversati rifiuti tossici provenienti da tutta Italia.
Fanghi biologici, vernici, alimenti avariati, polveri di amianto e rifiuti industriali speciali: tutti veleni provenienti dalle regioni e in particolare dal Nord. In precedenza, la discarica di Pianura a Napoli era autorizzata ad accogliere rifiuti speciali e tossici solo dalla Campania, con l’unica eccezione delle ceneri provenienti dalle centrali termoelettriche di Taranto. Ma i registri delle comunicazioni sugli sversamenti effettuati dalla «Di.Fra.Bi» (che sono stati divulgati ieri dalla Commissione d’inchiesta sui rifiuti della Provincia di Napoli) dimostrano che a Pianura la norma è stata anno dopo anno coartata fino a permettere lo sversamento di circa un milione e 650mila tonnellate di rifiuti tossici provenienti da tutto il Paese.

E’ quanto risulta dal dossier effettuato dall’Arpac, la quale sta eseguendo controlli nella discarica Difrabi, chiusa nel 1996 dal Comune di Napoli. Si tratta di uno dei cinque sversatoi inseriti nella lista dei più contaminati d’Italia, all’interno del quale sarà inserita una centralina che rivelerà per 15 giorni il livello d’inquinamento dell’aria e la presenza di polveri sottili. L’obiettivo della nuova Commissione ambiente della Provincia di Napoli sarà di bonificare un territorio che per troppi anni ha subito la presenza di discariche, alcune anche abusive, nelle quali sono state sversate centinaia di sostanze tossiche rovinando la salute ai cittadini e riempiendo le tasche dei “Soliti Ignoti”.
A Napoli negli ultimi giorni, la situazione è degenerata. Con questi ritmi di conferimento, entro domenica avremo tonnellate e tonnellate di rifiuti sparsi in strada, con conseguente aumento della presenza di ratti e blatte. Intanto, la Regione afferma di non aver sottovalutato il problema. Eppure, anche Janez Potocnik, commissario Ue all’Ambiente, riconosce la drammatica situazione dell’emergenza rifiuti in Campania, e in un’intervista rilasciata al “Sole 24 ore” bacchetta la Regione: «Sappiamo che non sarà facile risolvere il problema dei rifiuti di Napoli e quindi non ci interessa un piano che mostri una soluzione immediata, da bacchetta magica. Ci interessa, invece – dichiara - che il piano sia credibile. Dobbiamo essere sicuri di poterci fidare». Altrimenti, in mancanza di proposte efficaci, termina il commissario, saranno «decise sanzioni e perfino pagamenti quotidiani». È inevitabile parlare, in queste circostanze, di disastro ambientale: le 250 tonnellate che si riversano nelle strade, dalla periferia al centro storico, aumentano il rischio di malattie infettive, anche per effetto di un aumento delle temperature. Il bollettino dell’Asia informa che ieri sono state sversate solo 500 tonnellate delle 1100 che la città produce giornaliermente. Il problema principale resta la mancanza di discariche. Ovviamente non si potranno aprire discariche in eterno, la Campania è una regione che non merita di diventare una groviera di spazzatura. Sono necessarie, nel medio e lungo tempo, soluzioni definitive che non vadano a intaccare l’ambiente e la salute dei cittadini.

Mirko Galante

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A
<br /> C'è qualche speranza di risolvere il problema prima della venuta del caldo?<br /> <br /> <br />
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G
<br /> Siamo messi male...non vorrei che scoppiasse una rivolta!!<br /> <br /> <br />
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