Quando i parcheggiatori abusivi ne sanno una più del diavolo…
Quando i parcheggiatori abusivi ne sanno una più del diavolo…
Napoli. Che i parcheggiatori abusivi siano per il capoluogo campano una piaga dalla difficile cura è storia nota. Più volte si è cercato di combattere il fenomeno utilizzando il pugno di ferro, ma puntualmente allo stesso angolo di strada, alla stessa ora, c’è ad aspettarvi la solita faccia. Il solito aguzzino pronto con un sorriso ad estorcevi due euro. Come monumenti, restano fermi al loro posto. Intoccabili padroni della strada.
Ultimamente però, qualcuno ai piani alti deve aver capito come funziona il gioco, così oltre a multare gli abusivi ( che non avendo nessun bene immobile intestato, possono tranquillamente utilizzare i verbali come carta igienica) lentamente stanno orientandosi verso l’impiego delle ganasce in tutta la città. L’iniziativa sembra funzionare: sempre più cittadini esasperati dal fastidio dell’auto bloccata e dal salatissimo verbale, incominciano a ribellarsi smettendo di pagare il fastidioso pizzo del parcheggio. Tutto questo, nostro malgrado, non basta. I parcheggiatori hanno mille risorse e in certi casi pare ne sappiano una più del diavolo.
A confermare questa mia teoria sono i fatti, o meglio quanto avviene ogni giorno nello spiazzo (adibito a parcheggio abusivo) di fronte l’ospedale Cardarelli. Una squadra di abusivi, composta da sei elementi, capitanati da un certo “Polpettone”, sono riusciti, attraverso l’elaborazione di uno schema di orari, ad eludere i controlli e lavorare tranquillamente. Hanno capito che dalle nove di mattina fino alle ore tredici, momento in cui i controlli della Polizia Municipale sono più serrati, bisogna tenere un profilo basso facendo parcheggiare gli autoveicoli solo nelle strisce blu, ponendo ai “clienti” dei grattini riciclati da mettere sul cruscotto. Dalle tredici alle quindici invece, si può lavorare tranquillamente dando vita ad un vero e proprio parcheggio selvaggio. Quel lasso di tempo infatti, risulta essere la fascia oraria con maggiore affluenza. Questo perché corrispondente all’orario di visita del Cardarelli. In queste due ore vi è totale assenza di controlli in quanto vanno a coincidere con il cambio di turno della Municipale.
“ E’ matematico- spiega Polpettone- i vigili staccano alle tredici e scendono in caserma, il secondo turno invece inizia alle quattordici. Mentre si cambiano, prendono le macchine e partono, si fanno le quattordici e trenta, questo significa che prima delle quindici qui al Cardarelli non arrivano, così noi possiamo stare tranquilli. Dopo quest’ora le macchine parcheggiate male devono andarsene, altrimenti le guardie fanno il verbale e mettono le ganasce”. Stessa storia, anche se con parole diverse, viene raccontata dal resto dei parcheggiatori. E tra una macchina e l’altra non mancano i commenti poco lusinghieri nei confronti del Comune e del Sindaco, additati come strozzini pronti a dissanguare i cittadini con multe e ganasce pur di riempire le magre casse comunali. Molto coerente come cosa, specie se detta da chi fa dell’abusivismo un mestiere.
Difficilmente lo Stato riuscirà a debellare queste losche figure. Il fenomeno è troppo radicato nelle abitudini di noi campani, che quasi non facciamo più caso a quanto sia diventata grave la situazione. Nel caso specifico degli abusivi del Cardarelli, basterebbe velocizzare il cambio di turno delle pattuglie della Municipale, magari facendo attenzione a non far trapelare gli orari di servizio a questi signori del parcheggio, che altro non sono che gli occhi e le orecchie della Camorra. Piccole pedine di un gioco più grande, adibite al controllo silente del territorio.
Mirko Galante