Crisi dei centri di riabilitazione. Asl taglia ulteriormente i fondi, in pericolo lavoratori e assistiti.
Napoli. Nella giornata di ieri (12/04/2011) è partito lo sciopero di numerosi centri di riabilitazione in segno di protesta verso l’ulteriore taglio di fondi attuato dall’Asl. Oltre allo sciopero era previsto anche un corteo ai piedi di palazzo Santa Lucia, ovviamente i manifestanti sono stati allontanati con la promessa di essere accolti nella giornata di oggi. Ascoltando le testimonianze di alcuni operatori del settore, la situazione, già critica da anni, sembrerebbe aver subito un nuovo peggioramento: Da mesi non sono pagati degli arretrati, di conseguenza, i centri in questione sono costretti a sopperire privatamente a oneri spettanti all’Asl. In più, con i nuovi tagli, molte strutture sono costrette a: chiusura, licenziamenti e cassa integrazione (anche se, quest’ultima, non è prevista per la categoria di operatori del settore riabilitativo).
Le conseguenze di questi provvedimenti saranno molto gravi. Oltre alla perdita di numerosi posti di lavoro, si prevedono grossi disagi anche per i pazienti (in maggioranza bambini affetti da comunicopatie di vario genere, sindrome di down, ritardo mentale e autismo) i quali saranno costretti a svolgere la riabilitazione, o in forma privata, o solo dopo lunghissime liste di attesa. Il problema è imminente, voci di corridoio segnalano che già a settembre, se non prima, ci sarà il temuto superamento del tetto massimo di spesa previsto dall’Asl, con il conseguente blocco di terapie. Questo significa che: bambini affetti da disturbi molto gravi, che richiedono più cicli di terapia, potranno completare solamente il ciclo in corso, per poi subire uno stop dalla durata imprecisata con la conseguente perdita del lavoro svolto fino a quel momento. In più, per un periodo imprecisato, non saranno accettate nuove terapie. In poche parole un grosso ingranaggio che si ferma paralizzando la già martoriata sanità campana. Non resta che sperare nel buon senso degli organi competenti al fine di preservare molti posti di lavoro, fondamentali per l’assistenza e la riabilitazione dei meno fortunati.
Mirko Galante